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Fondo Brunetta

Estremi cronologici
1932-1978
Consistenza
1311 opere
Descrizione contenuto
1310 disegni, schizzi, bozzetti per illustrazioni, tecnica mista su carta e cartoncino
Storia archivistica
Nativa di Ivrea, dove frequenta il locale liceo artistico, prosegue gli studi sia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna che alla Albertina di Torino. Alla metà degli anni Venti si trasferisce a Milano e nel 1930 sposa il pittore e disegnatore satirico Filiberto Mateldi. Brunetta inizia la sua attività come illustratrice per la Gazzetta del Popolo e già nel 1929 disegna per Lidel, rivista femminile tra le più rappresentative di quegli anni e, da allora, inizia a collaborare per importanti testate come: La Lettura, La Donna, Scena Illustrata, Il Dramma, Il Corriere dei Piccoli. Sempre nel corso degli anni trenta si occupa di pubblicità per conto delle aziende Campari ed Olivetti, attività che prosegue, con successo, anche negli anni cinquanta. Lavora anche per Harper’s Bazaar , Novità, Bellezza, Dea, Il Corriere della Sera. A partire dal 1957 fino al 1976, illustra la rubrica Il lato debole, curata da Camilla Cederna, su L’Espresso in cui “fotografa”l’ evoluzione della moda in quell’arco di anni. I suoi disegni raccontano con un segno acuto, ironico e graffiante, i mutamenti di gusto, di clima di usi e costumi di oltre cinquanta anni della storia del nostro paese. Il CSAC, con la mostra monografica su Brunetta del 1981, ha inaugurato la pubblica presentazione delle proprie collezioni di moda. Le opere sono state donate con atto pubblico nel 1980 dall’autrice
Soggetto Produttore
runetta (Bruna, Moretti (Ivrea, 3 settembre 1904 – Milano, 1 gennaio 1989)) ; stilista
Condizioni che regolano l’accesso
fondo pubblico e interamente consultabile