Descrizione
M. Testa turrita, imperforata; anfractibus ventricosulis, inferne prope suturas marginatis; costis longitudinalibus pliciformibus, disjunctis, decem; carina basali solida; costis supra duas lineas laterales varicosis prominentibus; apertura rotundata, marginata. (pag 124 Cocconi G. 1873: Enumerazione sistematica dei molluschi miocenici e pliocenici delle provincie di Parma e Piacenza. Mem. R. ACC. Sc. Ist Bologna, Bologna; 3 (3):1-372).
; Elegante specie, di forma turrita, composta di almeno 10 anfratti rigonfi, presso la sutura inferiore offrenti una sorta di margine: l'ultimo nella sua parte inferiore offre una carina acuta saglientissima, che lo divide dalla base. Le coste
longitudinali sono pliciformi non acute ed interrotte tanto alla sutura superiore, quanto all' inferiore; quelle che si trovano sopra due linee opposte laterali (una delle quali linee fa Seguito al margine esterno dell' apertura) sono più pronunciate, più acute, come varicose, in modo da costituire due sorte di ali estendentesi per tutta la lunghezza della conchiglia. Del resto la superficie intera della conchiglia è glabra e l'apertura rotondata e marginata.
Questa specie ha molta somiglianza con tre altre, cioè colla S. plicosa Phil, colla S. subangulata Spey, , e colla S. septemcostata Conti.
Dalla S. plicosa Phil. o S. abrupta Jan, alla quale si rassomiglia maggiormente, differisce per essere più del doppio sviluppata, per avere le suture marginate, di cui manca la specie del Philippi, e per gli anfratti privi di linee trasversali anche sotto forte in grandimento. La forma generale poi ne è più turrita e le pieghe che diventano varicose, nella nostra specie appartengono esattamente a linee laterali opposte, di cui una è in prolungamento al margine esterno dell' apertura.
Differisce dalla S. subangulata Spey. descritta e figurata nella Palaontographica del Dunker (1864) tom. IX, fasc. 7, ed alla quale a primo aspetto assai rassomiglia, pel numero degli anfratti che è maggiore nella nostra specie; inoltre le coste o pieghe longitudinali, che sono 40 in amendue le specie, nella nostra 4 appartengono, si direbbe, alla faccia anteriore, e 4 alla posteriore della conchiglia, essendochè le due laterali di ogni anfratto si fanno sporgentissime e varicose, particolarità che manca nella S. subangulata. In fine la specie nostra è priva di strie trasversali, mentre è striata quella dello Speyer.
Da ultimo è maggiormente diversa dalla S. septemcostata Conti (Il Monte Mario ed i suoi fossili subapennini (1871) pag. 36) perchè questa manca della carina basale e possiede un numero di coste costantemente minore, cioè 7, caratteristico della specie di Monte Mario. Manca poi nella nostra la profondissima sutura che quasi scinde un anfratto dall' altro e che nella specie del Conti le coste sembrano riunire. Abbiamo istituito questo confronto, benchè forse del tutto non neçessario, perchè il Sig. Conti paragona la sua S. septemcostata colla S. plicosa Phil. , che come si disse, molto si avvicina alla specie nostra.
In causa di ciò riteniamo questa, da noi descritta, come nuova , a cui as segniamo la denominazione di S. bombicciana dedicandola all'esimio Cav. Luigi Bombicci, Prof. di Mineralogia nella R. Università di Bologna, come tributo di stima e di amicizia.
La specie è molto rara e non è stata trovata che nelle marne azzurre di Majatico nel luogo detto i Torrioni.
Dimensioni dell'esemplare :
Lunghezza 0,014
Diametro 0,005.
(pag 124-125 Cocconi G. 1873: Enumerazione sistematica dei molluschi miocenici e pliocenici delle provincie di Parma e Piacenza. Mem. R. ACC. Sc. Ist Bologna, Bologna; 3 (3):1-372).